Excerpt for Un giorno mi domandai by Michele Nasoni, available in its entirety at Smashwords







Un Giorno mi Domandai.

Di Michele Nasoni




-PREMESSA- capitolo I



Ogni libro ha sempre una premessa.

[Analisi della parola premessa]

Pre tradotto vuol dire prima e messa o è un’usanza religiosa quale rito di massa Domenicale spesso Cattolico o verbo mettere ma al passato cioè un’azione già compiuta ma senza specificare ne dove, ne cosa, ne quando. Qualsiasi cosa succederà da questo punto in poi sarai tu a decidere il successo di questa scrittura. Fiducia, capacità interpretativa, la tua proiezione mentale nel mondo moderno. Dimostrami che esiste ancora in briciolo di altruismo. Sto per affidarti qualcosa d’importante, e come in tutte le cose che ti sono capitate e che ti capiteranno, sarai te a decidere cosa farne domani.

Per la cronaca, visto che lo hai già comprato, ti piace o no, mi avvalgo della facoltà di premettere.

Comunque vada ti ringrazio per aver ripristinato parte dei miei debiti e di conseguenza le mie finanze.

Sfrutto il detto patti chiari, amici nel tempo per il semplice fatto che mi ritengo un sognatore, ed un ottimista, amante appassionato dell’essenziale, del buon gusto, della compagnia, nostalgico, romantico, disponibile, scapolo ma per scelta; e visto che nelle seguenti pagine non troverete storie appassionanti d’amore, non solleticherò la vostra fantasia con draghi sputa fuoco, non ci saranno battaglie epocali e non ci saranno personaggi da imitare ne eroi gloriosi, qualcuno di voi potrà credere il contrario, il mio pessimismo è solo un pensiero, non uno stile di vita. Per questo mi piace pensare che per una volta il vero protagonista sarai tu.

E adesso basta, iniziamo a fare sul serio!

Vi chiedo soltanto una cosa per ora. Evitate nelle seguenti pagine di criticare le risposte e cercate magari di ricavare qualcosa di utile solo per voi, e se ci riuscite, se vi va? Date ad alcune di queste domande anche voi delle risposte.

magari anche più concrete e logiche”


A quante domande non trovate una degna risposta?

Un po’ per pigrizia, un po’ per menefreghismo, o chi sa per quale ragione, spesso lasciamo scorrere tante cose irragionevolmente.

Probabilmente anche perché è più facile non ragionare troppo sulle cose, quando non ne vale la pena, il rischio di perder tempo. Ma quando ne vale la pena?

Le cose migliori accadono per caso, anche quando sono la causa di spiacevoli eventi accaduti.

Il dramma di una vita spezzata può diventare la fortuna per molti altri. Le persone si ingegnano e crescono quando c’è l’esigenza di un cambiamento, quando la staticità è monotona, viene l’ispirazione, o il suicidio.

Dunque tieni sempre a mente che sei tu a far succedere quelle cose, non esiste ne sfortuna, ne fortuna e nemmeno tanto mistero. E’ una questione di focalizzazione e di mira, come quando vai al wc… Devi sempre far centro se non la fai da seduto.


Ti senti una persona realizzata? Sei una persona che è riuscita a soddisfare tutte le sue fantasie? Hai realizzato tutti i tuoi sogni? Ti senti una persona pulita,onesta e sincera?

Ti senti una persona amata? Ti circondano soltanto belle persone e ti rispettano?

Hai mai ricevuto amore incondizionato da una essere umano non soltanto dal tuo cane?

La tua famiglia è quella del Mulino Bianco?

Ti senti al sicuro?

Il problema non è trovare risposte adatte, ma farsi la domanda giusta.

Un buon esercizio è applicare la regola dei perché, può aiutare.

Senza esagerare altrimenti si trasforma in sega mentale.[ se colti da sega mentale può aiutarvi un’altro scrittore, Giulio Cesare Giacobbe in “ Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi di più la vita” che non è Giobbe Covatta il comico tv che non so perché molti li confondono. ]

In questo caso ti dovrai affidare ad un bravo Psicologo. Poi se sei una persona da sega mentale o peggio ancora paranoica, non ti preoccupare come potrai ben vedere a tutto c’è la giusta soluzione .


Spero abbia capito che [hai fatto una cazzata] il tema principale del testo sarà appunto la domanda…

La domanda giusta, quella che la risposta e' bugiarda.

Quella che ti rompi la testa ma alla fine… sì alla fine?

La risposta non e' mai la stessa e sopratutto non è dentro di te, ma dietro di te. Per tutti quei piccoli presuntuosi, questo potrà sembrare assurdo, allora prendiamo in considerazione il fatto che le risposte potrebbero variare assecondo del vostro stato d’umore. Se può aiutare consiglio un corso di coloro terapia per alleggerire il vostro fine giornata, se non fate l’amore.

Comunque qualsiasi risposta tu riesca a dare dopo questa pappina di scritture e piccole curiosità, dimmi se guardi il mondo con gli stessi occhi di prima, sempre se li hai mai usati.

Credo che la maggior parte delle persone oggi nonostante si chiede perché,

non riesce a trovare delle risposte fiduciose ma alla fine crede nelle piccole risposte che si dà e va avanti.

Cioè le cose ci capitano davanti agli occhi, le vediamo e spesso critichiamo, ma alla fine quasi nessuno ha il coraggio e forse neanche la capacità di fare qualcosa per migliorarle. Comunque ci affidiamo al primo che capita e chiediamo consigli perfino al cameriere! Che cosa triste! Non so se è disperazione, o una nuova forma di solitudine che si sta sviluppando.

Sempre per restare nella regola del caso, mi chiedo se sia normale sedersi in un caffè e ritrovarsi a parlare con un conoscente che ti racconta tutta le sue disgrazie e te non gli hai assolutamente chiesto niente. Hai distolto per un secondo lo sguardo da quel giornale per vedere chi stava passando!

E anche se gli rispondi a monosillabi, random ha – a. M. scuotendo il giornale, dove cerchi di fiondartici dentro, lui è li che ormai è partito, te non stai ascoltando un benemerito [quello che hai pensato] ma lui è convinto che lo stai ascoltando perciò ordina anche un caffè, e fa a pezzi la suocera verbalmente, il genero e anche lo zio del partner che proprio non li regge. Tu gli consigli di andarci piano, ma lui non ha nessuna intenzione di farti parlare ti azzitta se provi a dire un “Ma” e continua a dargli giu. E’ ovvio che il giorno dopo per la paura di ritrovarlo li cambi bar.

Vi assicuro che accade tutti i giorni. Maledetto colui che ha innescato il meccanismo del come stai quando incontri qualcuno per strada. Allora che lo chiedi a fare? Se poi la vocina dentro di te, di fronte alla situazione ti consiglia a sua volta di pronunciare solo bene.

Non vi fidate mai di nessuno quando si parla di consigli nemmeno della vocina dentro di voi.

E quando decidi di accettare consigli devi essere consapevole che potresti correre dei rischi! [uno di romperti un’unghia]

Ti dice qualcosa la frase c’è sempre qualcosa dietro e ti accorgi che in quel momento sei te a star davanti?

Tempi moderni. [l’altro è di prenderlo per il ….]

A pensarci bene basterebbe fermarsi un attimo su una panchina del centro per capire che tutto scorre inequivocabilmente. Soltanto imparando ad avere più cura per noi e del nostro tempo potremo cambiare le cose, siamo più forti di quanto crediamo, é la natura che si adatta all’ambiente proteggendo quello che è più importante.

Perciò adattiamoci ad essa.

























-AVVERTENZE- capitolo II

[ seconda premessa ]


Leggere attentamente.

Non sottoporsi ad un periodo intenso nella lettura, può causare mal di testa, voltastomaco, nausea, asfissia.

No per i cardiopatici, evitare in caso di allattamento,

Menopausa, andropausa ed astinenza sessuale.

Aut. Min. Ric

Indeciso tra:

Aut-ore Min-accia Ric-overo

oppure:

Aut-oambulanza Min-ima Ric-hiesta

Sempre perché per molti potrà sembrare molto noioso, per altri divertente, ma alla fine soltanto uno potrà credere in esso.

Ti ho avvertito.

Sei pronto?

Bevi quel goccio d'acqua e via iniziamo a leggere... se vuoi siediti.. già seduto.. sdraiati.. già sdraiato…Buona notte.











-PRIMO IMPATTO- capitolo III


Pur non conoscendo le vostre tendenze, aspirazioni, conoscenze, gusti, piaceri, mi permetto di dirvi che siamo tutti della stessa razza e che il nostro istinto e’ simile se non equivalente a quello animale, e per questo paragonabili alla bestia. Impossibile negarlo.

Se pensiamo alle azioni compiute in una sola giornata ci accorgiamo che

spesso si agisce per volontà, pensando in chiave logica come svolgere un’azione, come risolvere un problema, ma in alcuni casi non siamo noi a decidere come e cosa, è il nostro istinto che ci guida.


ricerca consigliata sulla parola istinto”


A proposito di guidare , perfetto come esempio. Quando guidiamo la nostra automobile, non è che ragioniamo più di tanto, molte cose si fanno sotto pilota automatico.

Cerchi le chiavi, sblocchi le portiere, apri la portiera, entrando ti siedi, inserisci la chiave nel nottolino, ruoti per avviare il motore, mentre tieni giù il pedale del freno e quello della frizione, togli il freno a mano, ingrani la marcia giri lo sterzo, metti la freccia, guardi dallo specchietto e parti. Stai abbassando il volume dello stereo con la mano destra, tieni la testa premuta sulla spalla perché probabilmente stavi pensando a chi sa che cosa mentre parlavi al telefono, ma tutto senza pensarci più di tanto.

Emozioni e gesti involontari dati dalla routine, da un’abitudine.


Solo che non sei un androide, sicuramente molto ma molto di più in quanto essere umano, ma forse è per questo che si verificano così tanti incidenti stradali?

Stupidaggini a parte, parlavamo dì istinto e in cosa agiamo d’istinto? La prima volta quasi in tutte le cose agiamo con l’istinto, è la mente che poi elabora il fatto accaduto memorizzandolo, e al ripetersi della stessa cosa, se con la reazione precedente non si è equilibrato lo stato emotivo, ne produce una nuova. Altresì la prima abbia dato risultati positivi viene ripetuta. A me interessano i sentimenti, perciò pensiamo a come agiamo quando si tratta di amore.


Perché quando si ama più non vuoi fare una cosa e più la fai?


Tutti credo, stavo per dire sopra i 16 anni, ma oggi non si può definire più precisamente un’età, perciò confermo il tutti; almeno tutti quelli che hanno avuto alle spalle una storia d'amore che per quanto vaga sia stata, in essa non sono mancate notti bianche con la chimica organica impazzita, pupilla dilatata, fegato in continua pugnalazzione, il cellulare sotto stretto controllo, pacchi di fazzoletti, perdita di lucidità, stati confusionali, accollamenti generici con i tuoi amici e conoscenti [stavolta sei te quello che parla a chi legge il giornale] per poi arrivare alla mancanza di autostima, il degrado mentale e la depressione. Non so a cosa stai pensando ma io parlo di sofferenza, di vera sofferenza al suo stato maggiore. Il dolore. Siete mai stati mollati? Che ne so, la sera prima del suo compleanno? E magari lei se ne và a festeggiare con i suoi amici! Oltre ad un atto insensibile ed egoistico potrebbe essere il movente per un omicidio!

Sadicita bastarda.

Se stai pensando a qualcuno ti suggerisco di pronunciare il suo nome e dirlo ad alta voce con rabbia ora. Tanto per sfogarci un po’. Ora trattieni questa emozione, il sentimento che racchiude e trasformalo in un gesto.

Anche te stai con il dito indice rivolto verso il vuoto?

No? Allora spero non abbia distrutto niente, comunque non sentitevi soli,

in questo momento molte persone staranno facendo l’amore, altre si staranno svegliando per andare a lavoro, che so, qualcuno di sicuro starà dormendo, altre stanno nascendo, mentre altre morendo. Chi dice che nel letto si fanno solo due cose?

Cosa stai facendo te ora?

Torniamo al discorso di prima, quale persona ti dice “ti amo” il giorno prima, e poi il giorno dopo sparisce?

E nonostante tutto, sapendo che accadono tutte queste cose nel mondo tu che fai il giorno dopo? Gli telefoni inventando chissà quale scusa per sentire la sua voce.

Ammetti anche te di non essere tanto normale vero?

E di essere anche un po’ masochista, anzi direi più succube, perciò che ti lamenti a fare, meriti di soffrire! D'altronde questo è il prezzo che deve pagare un sentimentalista…


Anna- mo bene

Messaggio subliminale per chi sa.


Io sono un ragazzo qualunque, in una città qualunque, in una casa qualunque, uno di voi per capirci meglio.

Insomma mi sento uguale a voi, eppur diverso, per fortuna o purtroppo.

Sarà il destino, sarà la vita, ingiusta forse, sarà la volontà di qualcun’altro, di sicuro non sono quello che ho sognato da piccolo. Voi, alcuni di voi c’è l’hanno fatta. Avete mai risposto alla domanda: cosa vuoi fare da grande, quando eravate piccoli?

Quanti di noi sognavano di fare l’astronauta e oggi lavorano al supermercato?

Quanti di noi volevano fare il dottore, il commercialista, l’avvocato, il poliziotto, il gigolò. Mi guardo intorno e noto qualcosa che non và!

Vi è mai capitato di stare a guardare e ad un certo punto, cose che prima non erano molto chiare, diventano improvvisamente limpide? Non riesci a capire come, ma capisci! Trovi il filo della matassa, ma non capisci ancora dove porta.

E soprattutto chi lo tiene. Spruzzi di lucidità nella confusione.

E’ difficile prendere una decisione drastica, a meno che non si è costretti. Apportare un grande cambiamento alla nostra vita senza che si verificano delle conseguenze positive o negative, o tutte e due. Specialmente se si è soli, perché aumenta la paura di sbagliare. Allora qual è la mossa giusta? Come possiamo diventare adulti a 30 anni?

Essere indipendenti!

Indipendenti?

Io alla tua età avevo già famiglia! Avrai già sentito queste parole.

Come se dipendesse da te non riuscire ad andarsene di casa.

La colpa principale è della mamma. Certo se continui a prepararmi ste fettuccine e ste lasagne, ma io come faccio ad andar via di casa?


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